Riciclare schermi di televisori e computer trasformandoli in materiale edilizio
Il progetto europeo Eco Tv ha messo a punto un metodo innovativo per riciclare i componenti altamente inquinanti presenti negli schermi dei televisori e dei computer e per trasformarli in materiali quali piastrelle in ceramica per pavimentazioni.
Negli ultimi anni gli schermi piatti e al plasma hanno conosciuto un successo sempre maggiore e hanno gradualmente rimpiazzato i televisori con tubo a raggi catodici e i monitor dei computer in milioni di abitazioni e imprese.
Questo cambiamento tecnologico ha generato preoccupazioni in materia ambientale. Secondo un recente studio dell’Università delle Nazioni Unite, i rifiuti elettronici sono destinati ad aumentare nell’UE a 27 da 10,3 a 12,3 milioni di tonnellate l’anno fra il 2005 e il 2020.
Alla luce di questi dati, i ricercatori di Eco Tv hanno dato il via ad un progetto volto a riciclare i materiali dei rifiuti elettronici altamente inquinanti quali piombo, bario e stronzio, conferendo loro nuove possibilità di utilizzo e contribuendo a ridurre la diffusione delle discariche.
Il progetto affronta gli orientamenti definiti in varie direttive UE, ivi compresa la direttiva sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche. La direttiva stabilisce che la responsabilità dello smaltimento dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) spetta a chi produce tali apparecchiature. Obbliga inoltre i produttori ad utilizzare i rifiuti nel rispetto dell’ambiente, attraverso uno smaltimento ecologico o un loro riutilizzo.
Il progetto, condotto dal consiglio provinciale di Valencia in collaborazione con l’Istituto tecnologico edile valenciano (AIDICO) e l’organizzazione ambientalista E-misszió (Ungheria), ha una durata di due anni e si trova attualmente a metà del suo percorso.
I primi risultati scaturiti dal progetto sono piastrelle in ceramica e materiali a base di resina che potrebbero essere applicati al cemento come componente isolante e materiale edile.
Anche se a questo stadio il progetto si concentra esclusivamente sugli «ecoparchi» della provincia di Valencia, i partner del progetto sperano che in futuro esso possa diventare un progetto su più ampia scala e possa essere adottato in numerosi centri europei specializzati in raccolta, cernita e riciclaggio dei rifiuti urbani.
Via | CORDIS
