Libro Verde della Commissione Europea
Durante il Florence Forum e nell’ambito del processo di consultazione attivato dalla Commissione Europea, sono state pure presentate dai partecipanti le prime valutazioni sul Libro Verde pubblicato lo scorso marzo. Il Presidente dell’Autorità italiana, Alessandro Ortis, anche nella sua veste di vice-Presidente del CEER (Council of European Energy Regulators), ha anticipato alcune osservazioni e contributi propositivi che saranno evidenziati anche durante le prossime audizioni della Commissione Europea, previste il prossimo 22 settembre a Bruxelles.
Il Libro verde prende le mosse dalle norme comunitarie formalmente esistenti, ma non tutte sono già state recepite o implementate nei vari Paesi membri. Il conseguente quadro normativo UE, di riferimento reale, non risulta pertanto sufficientemente omogeneo; vanno perciò superate alcune persistenti asimmetrie nazionali, che ancora limitano la promozione degli investimenti e non assicurano un’adeguata fair competition, a livello di mercato unico. Tra i Paesi dell’UE, sussistono infatti situazioni disomogenee dal lato dell’offerta, che richiederebbero una sollecita armonizzazione (ad esempio di normative fiscali e per energia ed ambiente); ciò anche per offrire, alle imprese, contesti operativi (che influenzano i costi e i prezzi della produzione e dei servizi) armonizzati e pari opportunità competitive, a beneficio dei consumatori.
Una politica europea volta a favorire la competitività deve basarsi anche sullo sviluppo di infrastrutture (reti di trasporto dell’elettricità o del gas, stoccaggi per il gas) che garantiscano, a tutti gli operatori concorrenti, servizi resi in modo trasparente e senza discriminazioni. Perciò è necessario un effettivo unbundling dei “monopoli tecnici” infrastrutturali dalle altre attività liberalizzate (ad esempio produzione, trading, vendita); infatti gli altri tipi di unbundling (limitati alla separazione societaria, gestionale o contabile) non offrono adeguate garanzie per la terzietà e neutralità delle infrastrutture essenziali citate.
Nel percorso verso la realizzazione del “mercato unico” dell’energia, sembra opportuno valorizzare maggiormente una pragmatica e graduale integrazione dei mercati nazionali per macro-regioni. Si tratta di un approccio per fasi promosso ed attivato dal CEER con la Commissione, al fine di accelerare il superamento degli ostacoli ancor oggi esistenti verso l’integrazione via via più allargata, e fino al mercato unico continentale. Allo stesso tempo dovrebbe essere valorizzata la capacità di intervento coordinato, da tempo consolidata anche organizzativamente, dai Regolatori nazionali (il cui ruolo è stato chiaramente definito dalle Direttive); in questo senso dovrebbe essere senza dubbio preferibile un potenziamento degli organismi CEER (Council of European Energy Regulators) ed ERGEG (European Regulators Group for Electricity and Gas) già esistenti, piuttosto che la creazione di un ulteriore organismo, tipo una nuova autorità europea, per le questioni transfrontaliere.
Comunicato Stampa dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas
