Biomasse e conservazione del territorio
L’APAT promuove, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, il convegno nazionale “Colture a scopo energetico e ambiente - Sostenibilità, Diversità e Conservazione del territorio”. Apre i lavori il Direttore Generale dell’APAT, Giancarlo Viglione.
LA SFIDA DELLE BIOMASSE
Lo sviluppo delle culture da biomassa è un’opportunità per arrecare benefici all’ambiente: riduzione delle emissioni di gas serra, riduzione dell’inquinamento atmosferico e aiuti all’agricoltura, possono arrivare dalle colture agricole e forestali essiccate e sottoposte a processi termochimici e biochimici di conversione dell’energia.
La riflessione per approfondire gli effetti positivi e negativi sull’ambiente dell’uso delle biomasse a scopo energetico, viene da esperti scienziati, Istituzioni ed operatori, che valuteranno insieme gli interventi di sostegno per quella che si presenta come una duplice sfida tra agricoltura e ambiente, che vede come obbiettivo specifico quello di affrontare i problemi che si presentano nel promuovere lo sviluppo di queste coltivazioni nella nostra Penisola.
Le piante hanno anche la capacità di fornire energia indirettamente. E’ infatti possibile ottenere carburanti liquidi (biodiesel, bioetanolo), da diverse specie agricole e forestali ad elevata produzione di biomassa. Dalle diverse filiere sarà quindi possibile ottenere: da colture oleaginose, come colza, girasole e soia, il biodiesel e da colture zuccherine come canna da zucchero, frumento, sorgo e mais, il bioetanolo. Le colture lignocellulosiche, come Short Rotation Forestry (piante arboree a rapido accrescimento) come pioppo, salice, robinia e altre piante erbacee poliennali, quali cardo, miscanto, canna comune, possono, invece, essere utilizzate per diversi processi, ad esempio: combustione, pirolisi, gassificazione, liquefazione.
VALORIZZAZIONE DELLE BIOMASSE AI FINI DELLA SOSTENIBILITA’ ENERGETICA
Lo sviluppo della biomassa è entrata a far parte dell’agenda politica energetica ambientale, sia a scala internazionale, sia nazionale. La biomassa è una fonte energetica rinnovabile a zero emissioni. Attualmente in Italia la produzione lorda di energia da biomassa (comprendente legna e assimilati, biocombustibili e biogas) è stimata in circa 3,3 Mtep, a cui si aggiungono circa 1,0 Mtep proveniente dai rifiuti, per una quota pari a circa il 2% degli usi finali di energia. Da rilevare che i consumi effettivi delle biomasse ai fini energetici (confermati da uno studio APAT) sono sottostimati dai bilanci energetici nazionali.
Economicamente lo sviluppo delle colture da biomassa aprirebbe anche nuovi orizzonti alle imprese agricole in cerca di colture alternative, mirando a risolvere problemi legati all’eccesso di produzione di colture alimentari e all’abbandono delle coltivazioni in vaste zone.
Anche la Commissione Europea richiama con forza l’attenzione di autorità e operatori sul tema delle colture energetiche: massima attenzione al settore dei biocarburanti per il trasporto seguendo atti precisi per affrontare contemporaneamente le esigenze di riduzione del tasso di inquinamento ambientale e il rilancio delle attività agricole.
BIOMASSE DA ENERGIA E IMPATTO AMBIENTALE
Oltre agli aspetti positivi dell’uso delle biomasse, per la produzione di energia “pulita”, è stato anche accertato che durante il ciclo di vita le colture da biomasse, possono determinare diverse forme di impatto ambientale. Un giudizio di sostenibilità ecologica è però possibile solo dopo aver individuato un ampio set di criteri che tenga conto sia delle diverse zone nelle quali le colture da energia si collocano, sia dei procedimenti di trasformazione in energia, compreso il trasporto e lo stoccaggio.
In Italia alcune regioni sono già al lavoro su progetti e proposte per la produzione di bioenergia, biotanolo e biodiesel: gli stessi agricoltori manifestano disponibilità e impegno per la produzione di colture da biomassa, soprattutto in quelle aree agricole che risultano maggiormente in crisi.
