Panda Panda: la Panda a Metano
Nel solco della tutela dell’ambiente, che costituisce per Fiat Auto una direttrice fondamentale nello sviluppo dei suoi modelli, si inserisce anche la “Panda Panda” che sarà in commercio a partire dal prossimo gennaio. Del resto, in ambito ambientale, l’impegno del Gruppo Fiat sui propulsori si sviluppa lungo due linee guida:
• migliorare le caratteristiche di eco-compatibilità dei motori convenzionali;
• puntare sulla ricerca di sistemi di trazione alternativi.
Quindi, nella costante ricerca di soluzioni innovative, Fiat ritiene che la propulsione a metano sia oggi la scelta tecnologica più appropriata e disponibile per risolvere i problemi di inquinamento delle aree urbane.
Infatti, da oltre 10 anni è leader mondiale nelle motorizzazioni alternative benzina/metano ed è il primo costruttore a offrire una linea ecologica “Natural Power” con un’ampia gamma di veicoli rispettosi dell’ambiente.
Intelligente, pratica, simpatica ed ecologica: ecco le peculiarità che contraddistinguono “Panda Panda”, la nuova vettura a basso impatto ambientale equipaggiata con il motore 1.2 8v con doppia alimentazione benzina/metano.
In particolare, l’originale versione Natural Power si pone l’obiettivo di essere il nuovo punto di riferimento nel panorama delle vetture per la mobilità urbana sostenibile. Senza contare che “Panda Panda” è ancora più innovativa perché supera i compromessi tipici delle auto a metano. Infatti, nel pianale, derivato dalla versione 4×4, sono stati integrati due serbatoi separati di metano, con una capacità totale di 72 litri. I due serbatoi così inseriti offrono la medesima abitabilità della vettura originale, sia per quanto riguarda lo spazio dedicato ai passeggeri sia per quello destinato ai bagagli (circa 200 litri con i sedili posteriori in posizione normale). Inoltre, la posizione scelta per i due serbatoi sotto il pianale risulta essere la migliore scelta nel campo della sicurezza.
La capacità di 72 litri consente un’autonomia di percorrenza da classe superiore che si attesta sui 300 chilometri impiegando solo il metano. Non ultimo, la capacità del serbatoio a benzina rimane invariata rispetto alla versione a benzina (30 litri), offrendo così un “pieno di tranquillità” anche nelle zone dove non è capillare la diffusione dei distributori a metano.
Con la “Panda Panda”, quindi, Fiat conferma la sua leadership nel metano e la sua continua ricerca al fine di trovare soluzioni che coniughino le esigenze dei clienti e il maggiore rispetto dell’ambiente. Infatti, i veicoli alimentati a metano riducono di circa il 23% le emissioni di CO2 rispetto alle equivalenti vetture alimentate a benzina e riducono praticamente a 0 le emissioni di particolato (PM). In particolare, la modalità a metano registra 114g di CO2/Km contro i 146g di CO2/Km della modalità a benzina (ciclo combinato).
La “Panda Panda” sarà disponibile con allestimento Dynamic, in modo di offrire un’auto ricca di contenuti e che il cliente può personalizzare sulla base delle sue esigenze. Senza dimenticare che la nuova versione della Panda è la risposta ideale anche per piccole flotte aziendali tali da poter circolare liberamente in qualunque centro cittadino.
Insomma, “Panda Panda” rappresenta un “equilibrio naturale” dove si fondono piaceri di guida e rispetto dell’ambiente, elevata autonomia e consumi ridotti. Quindi, “una duplice energia per un movimento unico”.

26 Ottobre 2006 alle 16:16
mi chiedo come mai abbiano deciso di relegare l’alimentazione a metano, economica ed ecologica, ad un motore cos poco performante, in particolare se si tiene conto che i serbatoi incrementano la massa della vettura e il metano riduce in parte le prestazioni calcolate con il funzionamento a benzina
1 Novembre 2006 alle 18:37
i serbatoi in fibra di carbonio son 5 volte piu’ leggeri dell’acciaio, con un incremento di peso insignificante (circA 70 KG, MI PARE)
7 Novembre 2006 alle 13:37
X remly:
temo sia solo una questione di costi, che personalmente per non condivido.
Credo che equipaggino a metano solo le motorizzazioni base per prezzo d’attacco non troppo elevato. Equipaggiare pi motorizzazioni consentirebbe anche minori economie di scala in un settore che comunque resta di nicchia.
Mettici anche che gli ecoincentivi vanno ad intermittenza e non consentono una pianificazione di lungo periodo alle case automobilistiche.
Ma solo la mia modesta opinione.
Per la cronaca:
nel 2003 volevo comprare la punto a metano, ma il gi pigro 1.2 benzina da 60 cv (poco pi di 50 a metano) mi ha dissuaso pi della perdita di spazio nel bagagliaio. Ho quindi optato per il decisamente pi brillante MultiJet che, seppur parco nei consumi con i suo 22/23 Km con un litro di diesel, decisamente meno economico