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Il termovalorizzatore di Brescia è “il migliore del mondo”

Il WTERT premia a New York l’impianto della ASM di Brescia

Il termovalorizzatore della ASM di Brescia, azienda associata a Federambiente, è “il migliore impianto del mondo”. A certificarlo è il WTERT (Waste to Energy Research and Technology Council), un organismo indipendente formato da scienziati e tecnici di tutto il mondo promosso dalla Columbia University di New York.

Il WTERT ha selezionato inizialmente venti impianti di tutto il mondo, tra i quali ha scelto i dieci migliori: 6 europei e 4 americani. Dei tre finalisti, il migliore in assoluto è risultato il termovalorizzatore della ASM. La scelta è stata il frutto dei risultati ottenuti dall’impianto bresciano non solo rispetto a salubrità e sicurezza dell’impianto, alla sua efficienza energetica e alla sua gestione, ma anche rispetto alla complessiva gestione del ciclo dei rifiuti, a monte e a valle del termovalorizzatore.

I contenuti e le motivazioni del premio sono stati illustrati questa a mattina a Milano, in una conferenza stampa, dal sindaco di Brescia, Paolo Corsini, dall’ing. Renzo Capra, presidente e amministratore delegato della ASM, dal direttore della divisione energia dell’azienda, ing. Antonio Bonomo, e dal presidente di Federambiente, Daniele Fortini.

“Questo prestigioso riconoscimento – afferma il presidente di Federambiente – è un’ulteriore, autorevolissima conferma della serietà, della trasparenza, della capacità tecnologica e industriale, talvolta (come nel caso di Brescia) della vera e propria eccellenza del sistema delle aziende pubbliche nella gestione del ciclo dei rifiuti e dell’igiene ambientale. Siamo orgogliosi d’un premio che rappresenta un riconoscimento per l’Italia e un incoraggiamento a tutte le nostre aziende e alle città le cui amministrazioni hanno scelto di ricorrere alle tecnologie industriali avanzate per trattare i loro rifiuti urbani evitando di nasconderli nelle discariche”.

“È molto significativo – conclude Fortini – che a essere premiato sia un impianto nel cui territorio, nel corso degli anni, la raccolta differenziata è andata costantemente crescendo, arrivando oggi a valori fra i più elevati in assoluto in Italia, a riprova che l’incenerimento  con recupero d’energia è uno strumento che s’integra perfettamente con una gestione integrata del ciclo che comprende anche la prevenzione in un sistema efficiente e rispettoso dell’ambiente e della salute dei cittadini”.

Via Federambiente

3 Commenti a “Il termovalorizzatore di Brescia è “il migliore del mondo””

  1. Max The Stampede scrive:

    Si sono guardati bene per dal dire che il Waste to Energy Research and Technology Council un organismo che annovera tra gli “enti finanziatori e sostenitori” la Martin GmbH che tra i costruttori dell’inceneritore premiato!!!!!!

  2. Dr. Bruno Rapallo scrive:

    Sono un vecchio chimico industriale, con esperienze trentennali in Ricerca Operativa e Ingegneria dei Sistemi Impiantistici e Territoriali, e pi recenti
    competenze acquisite nei settori dello Sviluppo Sostenibile, Energie Alternative e Ciclo Integrato dei Rifiuti, incluse le correlate tecnologie.
    Oltre al fatto che il WTERT annovera tra i propri finanziatori la Martin GmbH (uno dei costruttori dell’inceneritore di Brescia) e quindi “hanno premiato se stessi” in totale conflitto d’interesse, vorrei raccontarvi una mia “divertente” (o penosa ?) esperienza diretta in una recente visita all’impianto di Brescia (luglio 2005), organizzata da AMIU (la Societ genovese di gestione del ciclo-rifiuti), alla quale mi aggregai quasi in incognito (perch, se avessero saputo in anticipo che ero in grado di fare osservazioni imbarazzanti, temevo trovassero qualche scusa per non ammettermi per “mancanza di posti” nel gruppo di visitatori).
    Un giovane ingegnere di ASM, incaricato di “imbonirci” sulle meraviglie dell’inceneritore di Brescia, esord dichiarando rendimenti termo-elettrici medi (da co-generazione e tele-riscaldamento) dell’80 % rispetto al PCIu (Potere Calorifico Inferiore sull’umido) dei rifiuti in carica.
    Avendogli obiettato che da loro dati recenti mi risultavano rendimenti del 38 - 40 % in media e inoltre che, appena entrato nel sito dell’impianto, avevo visto una serie di torri di raffreddamento palesemente usate per chiudere il ciclo termodinamico (disperdendo il calore nei mesi estivi, primaverili e autunnali nei quali si pu usare poco il tele-riscaldamento, per non sbilanciare troppo il regime standard delle turbine a vapore), l’ingegnere si mise letteralmente a “contrattare” e mi sentii rispondere:
    “… 38 % mi sembra un p basso, … vogliamo fare almeno 50 % … ?”
    Poco dopo, al “capitolo emissioni”, ci present una tabella ove per diossine/furani I-TEQ tent frettolosamente di rifilarci una prestazione in emissione di soli 10 picogrammi/Normal_m3 (quasi fosse una media annua, ma senza scoprirsi troppo). Avendogli obiettato che mi risultava che a Brescia tali analisi avvenissero da due a quattro volte l’anno con campionamenti_fumi di sole otto o sedici ore, statisticamente poco significativi rispetto alle 7500 - 8000 ore/anno d’esercizio, si mise di nuovo a “contrattare” e mi rispose: “va b, … allora facciamo conto di restare nel limite di Legge, … consideriamo 100 pg/Nm3 …”
    La verit che nessuno sa quanti micro-inquinanti emetta realmente ogni anno l’inceneritore di Brescia, quanto abbia emesso finora da quando venne costruito, quanto emetter in futuro man mano che invecchier, quanto costerebbe alla Collettivit attrezzarlo con pi efficienti sistemi di depurazione dei fumi tipo DENOX-CATOX come quelli utilizzati ad es. sull’inceneritore di Bolzano e metterlo sotto controllo costante in tutto l’anno d’esercizio con innovativi sistemi di campionamento in continuo delle diossine come dal 2003 si sta facendo a Bolzano (modificandolo, se necessario, con nuovi e pi efficaci sistemi di depurazione_fumi, qualora misure statisticamente significative da campionamenti in continuo rivelassero prestazioni ambientali molto peggiori di quelle dichiarate).
    WTERT sembrerebbe quindi aver preso per buoni i dati ufficiali, derivanti da normative di Legge europee e nazionali carenti e obsolete, che consentono di gestire questi impianti in base ad analisi occasionali sui micro-inquinanti del tutto prive di significativit statistica, senza curarsi di far fare pi accurate verifiche e misurazioni in proprio.
    Naturalmente posso confermare le mie affermazioni anche in tribunale, se necessario, chiamando a testimoniare numerosi altri visitatori presenti (inclusi alcuni Consiglieri di Circoscrizione della mia Citt, i quali ricordano benissimo le risate che si fecero a seguito di tale “divertente” episodio).
    Avendo poi segnalato al medesimo ingegnere l’esistenza dei sistemi di campionamento in continuo tedeschi (AMESA) e austriaci (DMS), mi sentii rispondere che a breve uno di tali sistemi sarebbe stato montato sulla nuova terza linea d’incenerimento per bio-masse; da informazioni non ufficiali (non so quanto attendibili) mi risulterebbe che effettivamente un sistema del genere sia stato installato sulla terza linea e stia fornendo da tempo dati significativi, ma che stranamente tali dati non vengano ancora resi pubblici (ma forse potrei sbagliarmi, essendo rimasto in arretrato di nuove informazioni, e dovremmo tutti cercare attentamente le ultime notizie pi aggiornate in materia).
    Cordiali saluti e grazie dell’attenzione.

  3. Gabriele Bettega scrive:

    Non so se gli inceneritori sono la soluzione ma l’informazione deve essere obiettiva.
    Martin GmbH ha collaborato alla realizzazione di 384 inceneritori al mondo (utilizzando le proprie tecnologie) [fonte sito Martin gmbH], che vincesse Brescia od un’altro sito non cambiava niente; basta pensare che nel 2002 in Europa erano operativi 352 inceneritori [fonte Wikipedia] meno di quelli che attualmente hanno tecnologia di Martin GmbH. Sar ancora teoria del complotto o forse statisticamente possibile che se si premia un inceneritore ci abbia lavorato Martin GmbH? Penso che se non testa allora croce ma su questi dati meglio far silenzio.
    Tutto questo per dovere di cronaca e per inciso anche io farei a meno degli inceneritori ma giusto dare le notizie in maniera piu’ completa.

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