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Accordo Wwf-Ministero dell’ambiente per la biodiversità

45 aree prioritarie, 45 ‘scrigni’ di diversità biologica che l’Italia possiede: messe in salvo queste l’Italia sarà in grado di raggiungere gli obiettivi del 2010 fissati dalla Convenzione sulla Diversità Biologica di Rio de Janeiro (CBD). Dal Monte Beigua in Liguria alle Foreste del Casentino in Toscana, dal Gargano in Puglia al Monte Vulture in Basilicata, dallo Stelvio in Lombardia al Tagliamento in Friuli. Spicca la Sardegna con ben 9 aree, di cui una condivisa con la Corsica sulle Bocche di Bonifacio.

Aree su cui è necessario ridurre la pressione legata a pratiche di espansione urbanistica e di infrastrutture, arrestare il bracconaggio, avviare progetti di conservazione che proteggano tutte le specie animali e vegetali che le popolano. La Mappa stilata dal WWF individua le Aree Prioritarie su cui focalizzare gli sforzi di conservazione e accompagna un documento di oltre 330 pagine frutto di 5 anni di lavoro, la Biodiversity Vision alla quale hanno collaborato oltre 200 esperti. Una vera e propria strategia a lungo termine per arrestare la perdita di specie ed habitat in Italia che contiene anche 18 OBIETTIVI STRATEGICI sui quali concordano i 33 partner di conservazione del WWF, ovvero, tutti gli attori sociali, economici e scientifici: amministratori, associazioni, istituti di ricerca, istituzioni come il Corpo Forestale dello Stato, enti parco che insieme hanno identificato le migliori azioni possibili per ottenere la difesa di queste aree.
Una sfida che il Ministero dell’Ambiente ha prontamente raccolto firmando oggi un Protocollo d’Intesa con cui aderisce alla Biodiversity Vision e al programma internazionale del WWF sulle Ecoregioni. L’Accordo consentirà al WWF di prendere parte con i propri studi ed esperti alla definizione del Piano nazionale per la Biodiversità. A firmare sono stati il Ministro on. Alfonso Pecoraro Scanio ed il presidente del WWF Italia Fulco Pratesi in occasione della presentazione della Biodiversity Vision nell’ambito dei festeggiamenti per i 40 anni di vita dell’associazione che si stanno svolgendo presso la sede LUISS di Roma.

“La Biodiversity Vision è lo scenario ideale che immaginiamo per il nostro paese per i prossimi 50 anni se si mettessero in campo tutti gli sforzi di tutela indicati nel documento ha dichiarato Michele Candotti, Segretario Generale del WWF Italia. - L’Italia è tra gli 8 paesi europei ancora privi di una Strategia Nazionale per la Biodiversità sebbene abbia un patrimonio ricchissimo: 55.600 specie animali, 6.711 le piante (vascolari), numeri che ci fanno balzare in testa alla classifica europea seguiti dalla Spagna (5.200), dall’ex Jugoslavia (5.075) e dalla Francia (5.000). L’impegno dell’ Italia sulla difesa della Biodiversità risale al 1994, quando ratificò la Convenzione per la Conservazione della Diversità Biologica (CBD) lanciata 2 anni prima a Rio de Janeiro. Da allora sono stati fatti numerosi passi, tra cui l’istituzione di un Comitato di Coordinamento nazionale per lam biodiversità ma in pratica sono 12 anni che il nostro paese attende la redazione di una Strategia nazionale che assicuri un processo partecipato.

La giornata di oggi è l’avvio di questo processo che speriamo si concluda entro il 2010 con il raggiungimento degli obiettivi fissati al livello globale”. E proprio in concomitanza del vertice sulla Finanziaria che si sta svolgendo oggi il WWF ricorda che uno degli strumenti per attuare gli obiettivi della Biodiversity Vision è quello di destinare risorse adeguate alla difesa della biodiversità: Una delle richieste avanzate dal WWF al Governo è quella di vincolare all’interno della Legge Finanziaria 2007 la destinazione di una percentuale non inferiore del 10% delle risorse complessivamente assegnate nel bilancio degli Enti di gestione dei Parchi Nazionali, delle Aree Protette Marine e delle Riserve Naturali Statali. Questo per consentire di realizzare interventi diretti di conservazione della diversità biologica e del paesaggio restituendo così ai Parchi e alle altre aree naturali protette la loro prioritaria finalità.

Nel Ddl sulla Legge Finanziaria 2007 alle aree protette vengono infatti destinati 69.980.000 euro, 20.000.000 in più dell’anno precedente. E’ stato così annullato in un’unica soluzione il taglio di 13.000.000 di euro apportato nel corso della XIV legislatura.  “Oltre all’analisi scientifica e analitica, che individua caratteristiche e obiettivi di ciascuna ecoregione è sicuramente fondamentale la partecipazione, perchè nessun soggetto, associato, ente o istituto, può da solo salvare la biodiversità - ha dichiarato Isabella Pratesi, Direttrice del Programma di Conservazione del WWF Italia - Per raggiungere obiettivi concreti è necessario mettersi insieme ed è per questo che abbiamo al nostro fianco tutti quelli che traggono beneficio dalla biodiversità, chiamati ogni giorno a gestirla e a difenderla: parchi, associazioni, istituzioni locali come l’UPI o le Agende 21 locali, istituzioni nazionali come il Corpo Forestale dello Stato. Proprio per le sue caratteristiche di ricchezza biologica il nostro paese ricade interamente in due delle 238 Ecoregioni prioritarie del pianeta individuate dal WWF sulla base di rigorose analisi scientifiche: le Alpi e il bacino del Mediterraneo rappresentano sulla Terra uno dei serbatoi naturali più preziosi”.

Via wwf.it

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