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Rischio Bancarotta mondiale per i cambiamenti climatici

“Per l’Italia, il rapporto pubblicato oggi dalla Stern Review, che lancia il monito ‘bancarotta’ a causa dei cambiamenti climatici, rappresenta un ulteriore, assordante campanello d’allarme – ha dichiarato Michele Candotti, Segretario Generale del WWF Italia - Noi siamo molto indietro nell’applicazione delle ancora minime riduzioni di CO2 previste dal protocollo di Kyoto – abbiamo addirittura aumentato le emissioni di oltre il 13%, invece di ridurle del 6,5%- siamo quindi del tutto impreparati a far fronte agli scenari futuri, rischiando di soffrire più degli altri dei costi dell’inazione”.

Il WWF condivide le indicazioni della ricerca britannica: occorre accelerare il percorso per il Kyoto Plus, un accordo cioè che porti dopo il 2012 (fine del primo periodo di azione del protocollo di Kyoto) a riduzione ben più significative delle emissioni di anidride carbonica, almeno il 30% entro il 2020 e arrivi al 60%-80% entro il 2050 indicato dagli scienziati. Dal 6 Novembre a Nairobi, in Kenya, le rappresentanze dei governi di tutto il mondo avranno l’occasione di accelerare il processo per raggiungere questo obiettivo entro il prossimo anno, come indicato nella ricerca dell’economista britannico.

“Non sono gli ambientalisti, ma coloro che chiedono di rimandare l’azione per far fronte ai mutamenti climatici a porre a rischio di bancarotta l’intera economia mondiale – ha continuato Candotti - e a dirlo non è il WWF, ma uno dei maggiori economisti britannici, sir Nicholas Stern e commissionato dal Ministero del Tesoro britannico, quindi ancora una volta di fonte non ambientalista. Occorre una vera e propria mobilitazione nazionale, che veda coinvolti tutto il governo –non solo il ministero dell’ambiente- le amministrazioni regionali e locali, le industrie e i cittadini. Uno sforzo modesto oggi potrebbe evitarci scenari drammatici in futuro: non solo, agendo subito potremmo trasformare un pericolo incombente e drammatico in un’opportunità di sviluppo più giusto e più equilibrato, fondato sulle energie rinnovabili, sull’efficienza e sul risparmio energetico. Per fare questo occorre dunque azionare tutte le leve possibili, da quelle economiche e fiscali a quelle di gest!
ione delle infrastrutture energetiche e dei trasporti. Oggi ci giochiamo il futuro, un futuro prossimo, e non solo quello dei nostri figli: chi lo capirà per primo avrà davvero le chiavi per garantire non solo il futuro del Pianeta e della Natura, ma il benessere, la pace e l’equità per la specie umana, per tutti noi”.

IL RAPPORTO: I risultati della ricerca, anticipati oggi da un quotidiano britannico, danno un quadro forse più drammatico di quanto ci si potesse aspettare: oggi potremmo ridurre le emissioni di anidride carbonica e far fronte al riscaldamento globale già in atto investendo appena l’1% del prodotto interno lordo globale –l’equivalente di quanto si spende in pubblicità, sottolinea sir Stern. Domani a rischio c’è dal 20 al 50% del PIL mondiale, con un pericolo molto concreto di un collasso molto più tragico della crisi del ’29. Sir Stern sottolinea anche il pericolo per la pace mondiale: 200 milioni di persone costrette a spostarsi a causa degli eventi legati ai mutamenti climatici, carestie, siccità e alluvioni, metterebbero certamente a rischio il delicato equilibrio mondiale

Via wwf.it

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