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Vincere la fame si deve

Legambiente: “La sovranita’ alimentare si difende tutelando l’ambiente, l’agricoltura locale e le produzioni di qualita’”

“L’Europa ha le sue responsabilità nel fallimento delle politiche attuate in questi ultimi 10 anni nella lotta alla fame e alla denutrizione ed è arrivato il momento per tutti gli Stati Membri di fare la propria parte. E’ necessario innanzitutto partire da un profondo riequilibrio nelle politiche di sostegno all’agricoltura tra le grandi e le piccole aziende e tra le regioni dell’Europa occidentale e i nuovi Stati membri e assumere la consapevolezza che le decisioni prese dalla Ue hanno effetti sulle agricolture e le economie dei Paesi in Via di Sviluppo”.

Maurizio Gubbiotti, della segreteria nazionale di Legambiente, esprime così il pensiero di Legambiente, membro del Comitato italiano per la Sovranità Alimentare, che oggi interviene al seminario internazionale “Vincere la fame si deve” che chiude il mese di mobilitazione organizzato in occasione del 32/o Special forum della Fao.

“Bisogna rafforzare lo sviluppo dei mercati locali e nazionali – continua Gubbiotti – orientando i sussidi verso le produzioni di qualità e combattere al contempo ogni forma di protezionismo la logica della massimizzazione del profitto e dello sfruttamento delle risorse umane ed ambientali voluta dalle multinazionali del commercio e dell’industria agro-alimentare. La liberalizzazione delle regole commerciali a livello internazionale e la proposta di un modello di produzione intensiva non aiutano i miliardi di piccoli produttori agricoli del Nord e del Sud del mondo, che hanno innanzitutto bisogno di un mercato nazionale capace di soddisfare la domanda interna”.

Per Legambiente è dunque fondamentale riconoscere un adeguato livello di vita agli agricoltori promuovendo la qualità dei prodotti tipici e più sostenibili – a partire dal biologico – e supportando forme di produzione agricola rispettose dell’ambiente e del territorio.

“La lotta alla fame passa anche dalla tutela dell’ambiente e della biodiversità - dichiara Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente, tra i relatori del seminario – che rifiuta gli ogm e valorizza le produzioni compatibili con l’ambiente, a partire da quelle biologiche, il territorio, la ruralità, le tradizioni, e gli allevamenti di qualità. E’ giunto il momento – conclude Ferrante - di mettere mano di nuovo con coraggio alla politica agricola comunitaria, eliminando innanzitutto ogni sussidio sull’export e portando finalmente a termine ciò che finora l’ha resa incompleta e ingiusta. E’ necessario spostare le risorse dal primo al secondo pilastro promuovendo finalmente davvero lo sviluppo rurale e non i finanziamenti a pioggia che premiano i soliti noti”.

Via Legambiente

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