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Incentivi e procedure più semplici, la ricetta per il risparmio energetico

Il presidente della Regione Toscana: ‘Colmare il gap su fotovoltaico e eolico, non basta puntare sulla geotermia
“Occorre passare dalla consapevolezza della positività delle fonti rinnovabili all’incentivazione della loro diffusione pratica, introducendole nei piani edilizi e rendendole accessibili a tutti, aziende, enti pubblici, privati cittadini. Non è un passaggio facile né automatico, soprattutto fino a quando non riusciremo a sburocratizzare e semplificare le procedure e a superare la sfasatura esistente nella nostra regione tra una legislazione tra le più avanzate e una messa in atto difficoltosa”. Lo ha affermato il presidente della Toscana Claudio Martini, chiudendo a Terranuova Bracciolini il convegno su “Energie rinnovabili e risparmio energetico” organizzato dal Comune, a cui hanno partecipato, oltre al sindaco Mauro Amerighi, anche il presidente della Provincia di Arezzo Vincenzo Ceccarelli, il direttore di Fidi Toscana Giovanni Ricciardi, il responsabile ambiente dell’Anci Toscana e sindaco di Chianciano Guido Bombagli.

“Il vero nodo – ha proseguito Martini – è quello del risparmio energetico. Proseguire nella logica dell’aumento dei consumi porta nel vicolo cieco di un uso non sostenibile delle risorse. Tutti devono abbattere i consumi: le aziende, con processi produttivi meno energivori, gli enti pubblici, che devono dare priorità a sistemi di riutilizzo delle risorse e di efficienza energetica, le famiglie, che devono anch’esse cambiare abitudini”.

Cruciale dal punto di vista del risparmio è l’aspetto finanziario. “Gli impianti di energia rinnovabile non sono per ora a prezzi concorrenziali. Sono più cari dei tradizionali. Occorrono dunque incentivi e politiche fiscali per ridurre le differenze. La Regione lo sta facendo a più livelli e ha istituito anche un fondo di garanzia a cui possono accedere aziende, enti pubblici e singoli cittadini. Ma sono del parere che vadano fatte verifiche per valutare quali siano i tipi di incentivazione più efficaci, per raggiungere l’obiettivo di rendere le tecnologie rinnovabili realmente più competitive”.

La radiografia delle energie rinnovabili in Toscana riproduce secondo Martini una situazione “ambigua”. “I numeri – ha proseguito il presidente - e cioè il 33% di produzione di energia elettrica da fonti pulite, sono indubbiamente positivi e collocano la nostra regione in cima alla classifica italiana quanto a indipendenza dai prodotti petroliferi. Ma tale primato è dovuto quasi essenzialmente alla geotermia, da cui ricaviamo il 28% di energia elettrica ma che è una fonte energetica di complessa gestione. Se facciamo riferimento alle altre fonti rinnovabili, la Toscana è invece indietro e rivela un gap che va assolutamente colmato. In primo luogo rispetto al solare fotovoltaico, per il quale abbiamo a disposizione l’invidiabile livello tecnologico delle aziende regionali. Lo stesso vale per l’eolico, dove occorre però individuare con grande attenzione insieme alle amministrazioni locali i siti possibili per i campi eolici”.

Consolidamento della geotermia e sviluppo delle altre fonti rinnovabili facendone il caposaldo non solo di una politica ambientale, ma anche economica d’avanguardia. “Sono questi – ha detto ancora il presidente - gli obiettivi del Pier, il nuovo piano di indirizzo energetico regionale, che sarà discusso a breve termine dal consiglio. Ad essi si aggiunge un terzo obiettivo, cioè la sostituzione dei carburanti più pesanti con il gas. Lungo questo percorso su cui ci siamo incamminati con convinzione – il nuovo Prs stanzia in suo sostegno 56 milioni di euro in quattro anni – riusciremo in un decennio a rovesciare la situazione da un punto di vista energetico”.

Via www.regione.toscana.it  

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