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Conferenza sul clima, appello a Pecoraro: “svegliare l’Italia”

“Siamo i più colpiti in Europa dai cambiamenti climatici e siamo stati i più somari”

L’Italia si presenta all’appuntamento di Nairobi con un pessimo biglietto da visita: da quando il protocollo di Kyoto è stato firmato nel 1997 le emissioni prodotte dal nostro Paese sono considerevolmente aumentate di circa il 15%. Risultato: quando manca poco più di un anno al fatidico inizio della fase attuativa di Kyoto (che prende il via il 1° gennaio del 2008), l’Italia si trova a dover abbattere non più il 6,5% ma di oltre il 20% le proprie emissioni, mentre complessivamente gli altri partner della Ue a 15 sono riusciti comunque a far segnare una lieve decrescita dei gas serra.

Come non bastasse l’Italia segna il passo anche per l’intensità energetica, il rapporto tra energia consumata e Pil prodotto, per la prima volta salita sopra la media Ue. Una situazione grave e paradossale, visto che il nostro Paese è uno dei più esposti alle conseguenze dei cambiamenti climatici: già cominciano ad arrivare nuove malattie ‘importate’ dai tropici, abbiamo tutto l’interesse ad essere i primi della classe ma finora siamo stati i più somari.
 
“Sveglia, l’Italia si deve svegliare - sottolinea da Nairobi Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente, rivolgendo un appello al ministro Pecoraro Scanio in arrivo nella capitale kenyana - c’è bisogno da subito di una svolta nelle nostre politiche energetiche e di contenimento di gas serra per rispettare gli obiettivi di Kyoto e anche per contribuire a rendere più agevole il cammino della trattativa internazionale sul tema”.

Ma oltre al nostro Governo, a detta di Legambiente, serve oggi anche un coinvolgimento delle città e delle regioni. “Il nostro Paese non riuscirà a conseguire importanti riduzioni dell’anidride carbonica senza un deciso intervento nel settore del trasporto urbano, che contribuisce moltissimo alle emissioni climalteranti, e un grande sforzo per lo sviluppo delle fonti energetiche alternative - ha aggiunto Roberto Della Seta -: due aree di intervento in cui molto pesano le strategie messe in campo da chi governa città e regioni. Peraltro risolvere i problemi del traffico e della mobilità nelle città non serve solo a evitare il surriscaldamento del pianeta, ma anche a rendere più vivibili e più sani i nostri centri urbani”.

“La Conferenza di Nairobi è dunque il banco di prova della strada che il governo ha intenzione di intraprendere rispetto agli impegni di riduzione delle emissioni di CO2 - ha concluso Della Seta -; l’Italia si deve presentare con una strategia chiara e definita per non essere più il fanalino di coda dell’Unione Europea. Perché il Protocollo di Kyoto non è ‘il problema’ del settore energetico italiano, ma una straordinaria opportunità per mettere in campo un profondo processo di modernizzazione e di rilancio della competitività”.

Via Legambiente

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