Il nuovo piano ambientale della Regione Toscana
E’ ruotata tutta intorno al “Praa”, il documento di programmazione generale più rilevante della legislatura in campo ambientale, l’undicesima Conferenza regionale sull’ambiente che si è svolta a Carrara Fiere nell’ambito della manifestazione regionale “Dire & Fare”.
Energia, rifiuti, difesa del suolo e biodiversità sono i settori prioritari di intervento.
“Quello che presentiamo oggi – ha detto l’assessore all’ambiente della Regione Toscana Marino Artusa, aprendo i lavori della conferenza - è il prodotto di tutte le componenti della società toscana. Sebbene non sia ancora formalmente approvato, il nuovo piano ha raccolto, nel suo lungo percorso di concertazione e partecipazione, le sollecitazioni pervenute da tutti i soggetti: istituzioni, sindacati, associazioni di categoria e singoli cittadini. Abbiamo messo davvero in atto la convenzione di Aarhus sulla partecipazione. Politiche come quelle ambientali che richiedono un cambiamento delle abitudini e degli stili di vita e consumo non possono che basarsi sull’informazione e il coinvolgimento dell’opinione pubblica e degli attori sociali. E anche la giornata odierna ha questa funzione, è un momento di confronto conclusivo e di informazione sui risultati raggiunti nell’ultimo anno, ma soprattutto sulle azioni future delle politiche ambientali, che saranno efficaci solo condividendo principi, obiettivi e misure da mettere in campo”.
Energia, rifiuti, difesa del suolo e biodiversità
Sono questi i 4 ambiti prioritari di intervento del nuovo Praa 2007-2010 che ha come obiettivo generale, insieme al Piano regionale di sviluppo, quello di indirizzare l’economia toscana e i suoi cittadini verso comportamenti che rispettino la salute dell’uomo e la tutela dell’ambiente senza penalizzare lo sviluppo.
“Il piano – ha detto Artusa – manca ancora di una legge di riferimento, ma questa assenza è una lacuna su cui stiamo lavorando insieme alla sesta commissione consiliare. Quanto alle risorse, è prevedibile che nel corso dei quattro anni il Praa gestirà circa 500 milioni di euro”.
Energia
L’obiettivo regionale è portare al 50% per il 2010, dal 33% attuale, la percentuale di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, e al 16,5% (dal 12% attuale), la percentuale di energia complessiva da rinnovabili. Questo implica un importante investimento in questo settore, fatto proprio dal Prs, che stanzia per il settore energetico circa 14 milioni di euro l’anno. Nel futuro toscano c’è anche l’idrogeno, che il piano intende sviluppare con l’adesione alla Piattaforma europea dell’idrogeno e con la diffusione di una rete di distributori di idrogeno “verde” (prodotto da fonti rinnovabili e non da prodotti petroliferi) su tutto il territorio regionale.
“Abbiamo chiesto in questi giorni al governo – ha annunciato l’assessore Artusa – di prevedere la possibilità di omologazione di vetture a idrogeno. La Toscana ha tutte le potenzialità per diventare la regione capofila dell’implementazione di questo vettore di energia. Quanto all’eolico gli impianti si devono fare dove è possibile. Per questo apriremo un ampio confronto aperto a tutti, anche mediante un portale internet, per decidere dove non è possibile localizzarli. Dove invece è possibile, occorrono norme più agili.
In generale il Praa intende promuovere una rete diffusa di piccoli impianti da fonti rinnovabili che riducano il prelievo di energia dalla rete nazionale. Sul fronte idrolettrico occorre porre attenzione al minimo deflusso vitale, e ciò deve avvenire anche nei grandi impianti, evitando di ’sciacquare’ i fiumi come viene effettuato ad esempio dalla centrale Enel sul torrente Lima, e come ho pututo verificare di persona, con sconcerto, nei giorni scorsi”.
Nell’ambito della ecoefficienza energetica, l’assessore ha sottolineato come la Regione, con l’obbligo previsto dalle legge 39/2005 sull’energia di impianti solari termici per il 50% del fabbisogno di acqua calda sanitaria nei nuovi edifici o nelle ristrutturazioni urbanistiche, abbia anticipato il recentissimo decreto Bersani.
“Per quanto riguarda l’obbligo di certificazione energetica degli edifici, entro fine anno la Regione si doterà di un regolamento applicativo, armonizzandosi con le linee guida nazionali che il governo dovrebbe emettere. Il Praa scommette anche sull’edilizia sostenibile. Le linee guida prodotte dalla Regione sono in corso di recepimento da parte di 37 comuni, tra cui Firenze e Prato”.
Anche i trasporti stradali hanno un forte impatto sull’inquinamento e sulla emissione di gas serra. Per quanto riguarda l’ampliamento a tre corsie della subtratta Barberino-Firenze nord, che è un’opera strategica nazionale, la Regione attiverà, e lo ha già segnalato nelle osservazioni alla valutazione di impatto ambientale nazionale, una sede di confronto con tutti i soggetti coinvolti per individuare e applicare misure di risanamento della qualità dell’aria. “A tale azione – ha affermato Artusa – non può sottrarsi soprattutto la società Autostrade, su cui ricadranno i benefici economici della variante che decongestionerà, ma probabilmente concorrerà anche ad aumentare il volume di traffico veicolare, con possibili conseguenze negative in un’area già fortemente congestionata.
Rifiuti
Per centrare i due traguardi stabiliti in questo settore cruciale - 55 % di raccolta differenziata e abbattimento del 15% rispetto al 2004 della produzione di rifiuti – il nuovo piano ambientale prevede investimenti consistenti (circa 48 milioni, 12 milioni all’anno, vengono stanziati dal Prs) “Abbiamo bisogno – ha detto l’assessore – di una vera politica innovativa. Questa amministrazione sta spingendo sul porta a porta per aumentare la raccolta differenziata e il recupero delle materie prime seconde, ma mi preme sottolineare l’impegno per rafforzare il controllo sul ‘percorso’ del rifiuto, dal produttore al trasportatore e da questo ai centri di stoccaggio e trattamento, fino al recupero e allo smaltimento definitivo. Con la Guardia di finanza e il Corpo forestale dello Stato stiamo elaborando un protocollo per implementare nuove forme di controllo. Ci siamo mossi anche col governo chiedendo di prevedere risorse per ridurre i rifiuti, che costituiscono una forte dissipazione energetica”.
Difesa del suolo
E’ la vera grande opera da attuare. Nei giorni scorsi la Regione si è assunta l’impegno, insieme allo Statto, agli enti locali e ai privati di realizzare gli interventi principali per mettere in sicurezza il bacino dell’Arno. I fondi già disponibili per i primi 20 interventi (costo complessivo 200 milioni di euro) sono 47 milioni, a cui se ne aggiungeranno a breve altri 10 degli enti locali. I Pai, piani di assetto idrogeologico dei bacini toscani, hanno individuato le aree a rischio frana e alluvione. Ora occorre dare attuazione agli interventi di messa in sicurezza.
Biodiversità
E’ un ambito che più di altri presuppone, per essere tutelato, una forte integrazione delle politiche pubbliche, oltre a conoscenze approfondite. Disponiamo di “Renato”, il repertorio naturalistico toscano, ma stiamo puntando su studi specifici, ad esempio sugli habitat marini. Il piano intende anche contribuire al recupero del patrimonio autoctono depauperato o minacciato da ibridazioni, come è avvenuto ad esempio con la reintroduzione della trota macrosstigma appenninica.
“L’ ambiente come risorsa e non come limite allo sviluppo e all’innovazione – ha concluso l’assessore Artusa – è il principio ispiratore del Praa. Tra le novità del nuovo piano vorrei segnalarne ancora una a cui tengo: dall’anno prossimo sarà istituito un appuntamento annuale di raccordo delle politiche ambientali e di divulgazione delle politiche regionali, degli studi e delle ricerche condotte dalla Direzione generale delle politiche ambientali e territoriali insieme alle agenzie e agli istituti di ricerca. La Toscana avrà la sua Giornata dell’Ambiente”
