Nairobi: il Summit non ha compreso l’urgenza di arrestare l’effetto serra
Un dato positivo c’e’. L’impegno di tre governi europei ad abbattere pesantemente le proprie emissioni. La Germania tagliera’ la CO2 del 40% entro il 2020, la Gran Bretagna e la Francia, per legge, ridurranno le proprie emissioni entro il 2050 del 60% e del 75%.
Ma questo dato positivo e’ poca cosa rispetto alle attese che aveva generato questa Conferenza Onu sul clima di Nairobi.
Anche se le trattative non sono ancora concluse il vertice sembra infatti essersi arenato su un compromesso non positivo e non coraggioso. Evidentemente - e’ il commento di Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente - non si e’ancora capito che i cambiamenti climatici sono in atto ora, adesso, e interventi per evitare disastri a tutte le latitudini devono essere immediati. Alla prossima conferenza sara’ bene che i capi di Governo prendano il posto dei ministri - ha aggiunto Della Seta -. Il cambio climatico è un argomento troppo importante per essere discusso dai soli responsabili dei dicasteri ambientali, serve un coinvolgimento dei Paesi ad alto livello”.
Il negoziato a Nairobi andra’ forse avanti per tutta la notte, ma gia’ora e’ possibile azzardare un bilancio. I risultati - aggiunge ancora Legambiente - sono inferiori alle aspettative. All`inizio del vertice due settimane fa, era stata sottolineata da più voci la necessità di affrontare con la massima urgenza la minaccia dei cambiamenti climatici in atto. A prevalere, al momento, e’ il tatticismo dei soliti noti e di qualche new entry: gli Usa e l’Australia, contrari a qualsiasi target vincolante, il G77 e la Cina che forse taglieranno le proprie emissioni ma non sono disposte ad accettare impegni cogenti, il Canada che afferma di non essere in grado di fare di piu’. Se non si raggiungera’ un accordo dell’ultima ora le decisioni piu’ importanti slitteranno necessariamente alla prossima conferenza.
Quanto all’Italia, Legambiente ha sottolineato il positivo lavoro del ministro Pecoraro Scanio qui a Nairobi. “L’Italia deve pero’ rimboccarsi le maniche - ha concluso l’associazione ambientalista - il 2012 e’ vicino e il nostrio target del -6,5% di emissioni di anidride carbonica e’ lontanissimo (siamo oggi quasi a +13% rispetto ai livelli del 1990). Trasporti ed energia, con il loro carico di gas serra, saranno un importante banco di prova del Governo”.
Via Legambiente.it
