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Il punto sulle condizioni del Mar Adriatico

Si sono riuniti nei giorni scorsi a Lignano Sabbiadoro, convocati dall’ARPA Friuli Venezia Giulia e dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale-OGS, gli esperti dell’Osservatorio dell’Alto Adriatico con l’obiettivo di fare il punto sulle condizioni del Mar Adriatico.

Tra i presenti, rappresentanti delle ARPA di Friuli Venezia Giulia, Veneto ed Emilia-Romagna, esperti del dipartimento OGS-BIO e del dipartimento OGS-OGA dell’Università di Trieste, del Centro per le Ricerche marine di Rovigno (Istituto R. Boskovic, Croazia), della Stazione Biologica Marina di Pirano (Istituto Nazionale di Biologia di Lubiana, Slovenia), dell’Istituto di Scienze Marine del CNR di Trieste e di Venezia, dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia, della Riserva naturale marina di Miramare di Trieste, dell’Istituzione Centro Previsione e Segnalazioni Maree di Venezia, del Comune di Lignano Sabbiadoro, delle Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto.

Nel corso della riunione Paola Del Negro (dipartimento OGS-BIO) ha presentato una relazione sull’attività di ricerca e sui programmi di monitoraggio svolti nell’Alto Adriatico dal 1990 ad oggi, mentre Giorgio Mattassi (ARPA Friuli Venezia Giulia) si è soffermato sulle problematiche di gestione dei diversi ambienti naturali costituenti l’Alto Adriatico e sulle sinergie tra la comunità scientifica e i gestori del territorio.

Le osservazioni hanno messo in evidenza, relativamente al mese di agosto, un bacino ancora stratificato termicamente ma con valori superficiali di temperatura inferiori a quelli osservati in anni precedenti (20-26°C). Ad inizio settembre, la temperatura dello strato superficiale è aumentata leggermente, mentre a fine mese è stato osservato un decremento di 2-3°C ed una colonna d’acqua più omogenea. La salinità è ancora elevata in tutto l’Alto Adriatico (37.5-38.5 psu) ed i minimi (25-30 psu) hanno caratterizzato solamente alcune zone costiere occidentali e - a fine settembre - l’area posta a Sud della foce del Po.

L’ossigeno disciolto nello strato superficiale ed intermedio è risultato in sovrasaturazione o saturazione e solamente le campagne di fine settembre hanno evidenziato, negli strati più profondi del golfo di Trieste, situazioni prossime all’ipossia. Le concentrazioni di clorofilla, nello strato superficiale, sono rimaste a livelli estremamente contenuti in tutto l’Adriatico settentrionale (1.0 µg/L), con un leggero incremento negli strati prossimi al fondale marino. Valori elevati (8-9 µg/L) sono stati invece misurati solamente ad inizio settembre in prossimità del diffusore della condotta sottomarina di Trieste. Le basse concentrazioni di clorofilla associate all’elevata trasparenza della colonna d’acqua e ai bassi tenori dei macronutrienti disciolti hanno indicato, in generale, un bacino caratterizzato da un basso livello trofico.

Nel mese di settembre sono state individuate, soprattutto nell’area più settentrionale del Golfo di Trieste, estese sciamature della medusa Rhizostoma pulmo (bota marina o polmone marino) con individui anche di grandi dimensioni, mentre non è più evidente la presenza della medusa Pelagia noctiluca nelle acque prospicienti la costa più meridionale dell’Istria occidentale. Tra gli organismi potenzialmente tossici una sporadica presenza della microalga Ostreopsis ovata è stata rilevata per la prima volta nel golfo di Trieste. La dinoficea può produrre CFP (ciguatera fish poisoning) è stata isolata e messa in coltura per definire la sua biologia.

Durante la riunione è stata ribadita l’importanza dell’utilizzo dei dati rilevati in continuo dalle boe meteo-marine e dell’analisi integrata dei dati acquisiti nelle campagne di rilievo dai diversi istituti di ricerca ed unità operative. Il rappresentante dell’Arpa Emilia Romagna- Struttura Daphne ha evidenziato il manifestarsi negli ultimi anni di situazioni anomale lungo le coste romagnole ed ha ribadito l’importanza della visibilità dei programmi di monitoraggio e studio attraverso la rete internet. La Regione Veneto ha inoltre proposto di partecipare congiuntamente alla consultazione promossa dalla Commissione europea attraverso il Libro Verde sulla Politica marittima della Ue.

Via www.regione.fvg.it

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