Risparmio energetico e uso delle risorse negli enti locali: iniziativa congiunta ANCI, GME e Autorità per l’energia
L’importanza del ruolo dei Comuni per la promozione di un uso razionale ed intelligente dell’energia è stata sottolineata anche da Alessandro Ortis, Presidente dell’Autorità dell’energia elettrica e il gas, durante la conferenza stampa organizzata oggi a Roma dall’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e coordinata dal Presidente dell’ANCI, Leonardo Domenici e dal Presidente del GME Salvatore Zecchini.
Il Presidente dell’Autorità ha citato l’esperienza molto positiva dei Titoli di Efficienza Energetica (TEE), chiamati anche “certificati bianchi”, che i distributori di energia elettrica e di gas naturale devono ogni anno ottenere raggiungendo degli obiettivi prefissati di risparmio energetico (vedi http://www.autorita.energia.it/ee/def_au.htm), secondo quanto previsto dai Decreti 20/07/04 sul risparmio energetico.
Nel corso del primo anno di attuazione (2005) del meccanismo di mercato certificati bianchi, l’Autorità ha verificato circa 1.100 progetti, realizzati da distributori ed ESCo (società di servizi energetici), certificando circa 280.000 tonnellate equivalenti di petrolio (tep) di risparmio energetico: il 75% ottenuto per minori consumi di energia elettrica, il 21% per minori consumi di gas naturale e il rimanente per altre forme di energia.
È stato così superato l’obiettivo dal 2005, che era stato prefissato a 156.000 tep. I risparmi energetici totali realizzati nel 2005 equivalgono al consumo domestico annuo di una città di circa 380.000 abitanti e hanno permesso di evitare emissioni per circa 750.000 tonnellate di anidride carbonica.
Specificando poi il possibile ruolo degli Enti Locali, a sostegno di risultati ancor più significativi di quelli già ottenuti, Ortis ha ricordato alcuni modi secondo i quali i Comuni possono partecipare al sistema dei “titoli di efficienza energetica”:
come utenti, accordandosi a condizioni vantaggiose con i distributori locali di gas ed elettricità o con le ESCo, per realizzare interventi di miglioramento dei propri impianti e dei propri edifici;
operando un ruolo di raccordo fra la popolazione residente sul territorio ed i distributori, affinché possano essere incentivati gli interventi presso tali utenze; parte integrante di tale approccio è costituito dalle campagne di formazione, informazione e sensibilizzazione degli utenti finali per le quali è previsto dalle “Linee Guida per la preparazione, esecuzione e valutazione dei progetti” (delibera n.103/03) un riconoscimento incrementale del 5% rispetto alla somma totale riconosciuta come premio di efficienza energetica;
promuovendo aziende che operino come ESCo, eventualmente in compartecipazione o attraverso società controllate o partecipate dagli stessi Comuni.
Si possono ricordare diversi ambiti di applicazione e tipologie di interventi di interesse per i Comuni:
interventi sul patrimonio edilizio (riduzione dei consumi termici od elettrici tramite, ad esempio, coibentazione delle pareti e delle coperture, schermatura esterna delle finestre, installazione di caldaie centralizzate ad alta efficienza, etc.),
interventi sugli usi elettrici attraverso maggiore efficienza degli apparecchi illuminanti,
sfruttamento delle fonti di energia rinnovabile,
interventi sui sistemi di pubblica illuminazione (sistemi ad alta efficienza o automatici di accensione, spegnimento e regolazione dell’intensità, etc.) e di illuminazione interna (apparecchi illuminanti efficienti)
sistemi di telegestione e telecontrollo degli impianti termici o di termoregolazione e contabilizzazione del calore,
riduzione dell’electricity leaking (consumi per stand-by delle apparecchiature domestiche e per ufficio, etc.),
diffusione elettrodomestici ed apparecchiature ad elevata efficienza per uffici, etc.,
interventi sugli acquedotti (motori e pompe elettriche a più alta efficienza, ottimizzazione carichi, etc.).
A titolo indicativo: la sostituzione di 1000 lampade per pubblica illuminazione a vapori di mercurio, con equivalenti a vapori di sodio ad alta pressione da 150W, permette di quantificare risparmi per un ammontare maggiore di 90 tep/anno; l’installazione di 1000 caldaie a gas unifamiliari a 4 stelle di efficienza consente di risparmiare, a seconda della zona climatica di riferimento, fino a circa 100 tep/anno.
Si osservano – ha concluso Ortis - numerosi casi di interventi di risparmio energetico sviluppati con successo negli ultimi anni. E’ quindi auspicabile proporre un programma di ulteriore replicazione e diffusione delle best practices già implementate, anche per realizzare quel ruolo di esempio del settore pubblico esplicitamente richiamato anche dalla Direttiva Europea 2006/32/CE (all’articolo 5) concernente l’efficienza degli usi finali dell’energia.
Comunicato Stampa Autorità per l’energia elettrica e il gas - Milano, 27 luglio 2006
