Certificazione ambientale Ue, estensione ai distretti industriali
Certificazioni ambientali europee per le piccole imprese. Oggi a Bruxelles l’assessore all’ambiente della Regione Toscana Marino Artusa, a capo di una delegazione di quattro regioni italiane – Toscana, Emilia-Romagna, Lombardia e Liguria - ha consegnato alla Commissione europea la richiesta formale di prevedere nel nuovo regolamento Emas per il riconoscimento della certificazione ambientale uno spazio specifico per piccole imprese e altre aggregazioni non produttive.
La proposta delle quattro regioni italiane è stata accolta con estremo interesse dai tecnici incaricati di elaborare il nuovo regolamento, anche alla luce del fatto che l’Italia è il primo paese dei 25 nella diffusione della certificazione ambientale europea, mentre nel territorio delle quattro regioni promotrici si concentra oltre il 65% delle certificazioni assegnate a imprese italiane. Quindi le quattro regioni hanno tutte le carte in regola per proporsi come interlocutori della Commissione europea nella fase della redazione del nuovo regolamento, e come tali sono state effettivamente accolte.
Incontrando i giornalisti al termine dell’incontro, Artusa ha sottolineato come ai vertici della Commissione sia ben presente il problema della necessità di allargare anche alle piccole imprese il processo di certificazione ambientale europea, fino ad oggi concentratosi soprattutto sulle grandi imprese, più strutturate, e quindi più in grado di ottemperare a tutti gli obblighi previsti dalla normativa comunitaria. “Tale estensione - ha affermato Artusa – può contribuire non solo a assicurare il miglioramento delle condizioni ambientali di produzione, ma anche a favorire il progresso tecnologico e le produzioni di qualità. Infatti gli investimenti volti a migliorare l’ambiente generano sempre processi di innovazione e miglioramenti qualitativi nelle produzioni” . L’assessore all’ambiente ha citato l’esempio del distretto cartario della Lucchesia, già in procinto di ottenere il riconoscimento nazionale e quindi pronto anche per il salto europeo, nel caso in cui l’emendamento presentato oggi dovesse venire accolto. “Sulla stessa strada – ha aggiunto Artusa – sono anche i distretti del tessile e del cuoio”.
I rappresentanti delle quattro regioni hanno consegnato ai vertici della direzione generale ambiente della Commissione Ue anche l’elenco dei 19 comitati promotori dell’iniziativa, di cui 12 sono toscani (le associazioni industriali di Prato, Lucca, Massa-Carrara e dei conciatori, i consorzi industriali del macrolotto pratese e di Ponte a Egola, le amministrazioni provinciali di Firenze, Lucca e Siena, quella comunale di Prato, l’agenzia per lo sviluppo dell’Empolese-Valdelsa e il comitato di Sambuca Val di Pesa), mentre gli altri sette provengono dalle altre tre regioni, oltre che dal Veneto, dal Friuli e dal Lazio.
