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La sottosegretaria all’Ambiente, Laura Marchetti: alle imprese si chiede di lavorare per il bene comune

Presto le linee guida per un piano di attuazione del “Green pubblic procurement”, l’acquisto dei prodotti “verdi”, per cui le amministrazioni pubbliche sono tenute all’acquisto del 30% di prodotti che dalla “culla alla tomba” rispettino i criteri ecologici. Delle linee guida e del Piano nazionale per la politica integrata di prodotto che servirà appunto alle Regioni per legiferare in materia di acquisti verdi, si è parlato nell’ultima riunione del Consiglio economico e sociale per le politiche ambientali (Cespa) del ministero dell’Ambiente. I lavori del “tavolo economico-ambientale” del Cespa sono stati aperti dal ministro Alfonso Pecoraro Scanio e seguiti e conclusi dalla sottosegretaria Laura Marchetti, che tra le deleghe ha anche quella per la Politica integrata di prodotto.

“La grande idea che dovremmo comunicare attraverso le linee guida - , ha detto la sottosegretaria - è quella di un patto etico tra lo Stato e le imprese, un patto fondato sul ripensamento della categoria della ricchezza. Gli avvenimenti degli ultimi decenni, da Hiroshima al Rapporto Stern sul clima, ci suggeriscono una nuova idea della ricchezza. Per parafrasare il celebre libro di Adam Smith, la ricchezza delle nazioni non è nella moneta, ma nell’acqua, nella terra, nell’aria, nelle montagne e nelle stelle, nella biodiversità della flora, della fauna, nelle culture. E le nazioni ricche sono le nazioni capaci di proteggere questi beni. Una ricchezza che non ha valore di scambio e nemmeno d’uso, perché si tratta di beni rinnovabili ed esauribili, ma valore intrinseco che chiede al mercato una diversa regolazione, un surplus di eticità. All’impresa, oggi, si chiede un fatto assolutamente nuovo, di lavorare per il bene comune, per il bene pubblico”.

Il patto con le imprese, a giudizio della sottosegretaria, deve “mantenere certi meccanismi come il principio giusto del ‘chi inquina paga’, ma deve anche consentire il passaggio dal vincolo all’incentivo, al sussidio, premiando quei produttori e quei prodotti che dalla ‘culla alla morte’ seguono i diritti di madre natura. Ma prima di concedere i sussidi virtuosi bisognerebbe rinunciare a concedere i sussidi disastrosi come quelli erogati a chi produce utilizzando fonti energetiche inquinanti”.

“Tutto questo - ha concluso la Marchetti nell’incontro con i rappresentanti di parti sociali e forze produttive - significa reintrodurre nel mercato ciò che non è contemplato in nessun libro di economia classica, e cioè il meccanismo del risparmio, della sobrietà, della mitigazione degli stili di vita improntati non solo al consumo. Ma non significa smettere di pensare di produrre, piuttosto vuol dire pensare a una produzione giocata non solo sulla quantità, ma sulla qualità”

Via Minambiente.it

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