Coldiretti: L’accordo sulle rinnovabili colma i ritardi e salva il clima
La firma dell’accordo quadro di filiera per lo sviluppo in Italia di energie rinnovabili come il biodiesel si pone l’obiettivo di colmare il ritardo nazionale evidenziato nel rapporto sull’energia della Commissione Europea e di ridurre le emissioni di gas ad effetto serra per contrastare i cambiamenti climatici in atto.
E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che l’accordo quadro di filiera per lo sviluppo dei biocarburanti prevede per il 2007 la coltivazione di semi oleosi a fini energetici, come colza e girasole, per 70mila ettari di terreno dai quali è possibile ottenere circa 70mila tonnellate di biodiesel da integrare nel normale carburante con la garanzia dell’autonomia energetica per ventimila chilometri all’anno a tre milioni e mezzo di auto. Dal punto di vista ambientale il biodiesel assicura la riduzione dell’80 per cento delle emissioni di idrocarburi e policiclici aromatici e del 50 per cento quelli di particolato e polveri sottili, in coerenza con gli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto per contrastare l’effetto serra.
Gli effetti dei cambiamenti climatici - sottolinea la Coldiretti - sono già evidenti in Italia dove le attuali temperature al di sopra della media stanno confondendo la vegetazione con la comparsa anticipata delle fioriture primaverili di primule, mimose e mandorli. Sfasamenti stagionali con autunno caldo e primavera anticipata ed aumento dei fenomeni estremi con punte di caldo eccessivo e modificazione della distribuzione delle piogge sono l’espressione di cambiamenti climatici che “sconvolgono” le campagne italiane con effetti sui cicli delle colture, sulla sicurezza del territorio e sulla gestione delle acque. A causa dell’andamento climatico anomalo si sono verificate - sottolinea la Coldiretti - appena un terzo delle precipitazioni normali del periodo novembre/dicembre che non hanno permesso di ricostituire adeguate riserve idriche e con il rischio evidente di un allarme siccità nella prossima estate.
Con l’accordo la superficie coltivata - continua la Coldiretti - sarà incrementata negli anni successivi a 180mila ettari nel 2008 e a 240mila ettari nel 2009 che significa un risparmio di 250mila tonnellate di equivalente petrolio. Un impegno che permette all’Italia di avvicinarsi all’obiettivo fissato dal Commissione Europea che prevede di espandere l’utilizzo di biocarburanti nel settore dei trasporti, con la prospettiva di aumentare entro il 2020 la proporzione di utilizzo fino al 10 per cento” per ridurre l’impiego di combustibile fossile come il petrolio e le emissioni di gas ad effetto serra responsabili dei cambiamenti climatici. L’accordo - precisa la Coldiretti - fa riferimento alla legge 81/2006, fortemente sostenuta dalla Coldiretti con una raccolta di firme, nella quale si prevedeva l’obbligo di immettere al consumo biocarburanti di origine agricola” “in misura pari all’1 per cento” che “è incrementata di un punto per ogni anno, fino al 2010″.
I biocarburanti derivano dalle coltivazioni agricole che - spiega la Coldiretti - l’agricoltura italiana produce in abbondanza e in particolare il biodiesel deriva dall’esterificazione degli oli vegetali ottenuti da colture come il colza e il girasole mentre il bioetanolo viene prodotto tramite processi di fermentazione e distillazione di materiali zuccherini, amidacei o sottoprodotti come cereali, barbabietola da zucchero e prodotti della distillazione del vino.
Per la produzione europea di biodiesel, secondo quanto rilevato dall’European Biodiesel Board, nel 2005 si verificato un vero record con 3,2 milioni di tonnellate, (il 65 % in più rispetto alle 1,9 dell’anno precedente) che non è tuttavia sufficiente a rispettare la tabella di marcia indicata dal Consiglio dell’Unione Europea. Oltre metà della produzione di biodiesel - conclude la Coldiretti - è stata realizzata in Germania, seguita dalla Francia con circa mezzo milione di tonnellate e con quasi 400mila tonnellate dall’Italia.
Via Coldiretti
