secchiello ghiaccio

WWF: 5 passi per il futuro verde dell’Europa

Il WWF festeggia i primi cinquant’anni dell’UE con un augurio concreto per i prossimi.

“Si sta aprendo un nuovo capitolo nella politica ambientale europea. Sebbene con largo ritardo, si è capito che il riscaldamento globale è una minaccia effettiva e si cercano nuove vie per garantire all’Europa una propria sicurezza energetica.” In occasione del 50° anniversario dell’Unione Europea, il WWF fa il punto della situazione e detta le regole per uno sviluppo dell’Europa integrato e sostenibile.

Finora le politiche dell’Unione Europea hanno avuto esiti alterni sul fronte ambientale, con fasi di indubbi successi e altrettanto chiari fallimenti. L’80% delle leggi ambientali in vigore nei paesi membri viene da Bruxelles e alcuni modelli europei, come la legge REACH sull’utilizzo di sostanze chimiche o il sistema di crediti per le emissioni di gas serra, potrebbero diventare standard mondiali.

Ma la legislazione ambientale europea ha anche dei lati oscuri. La Politica Agricola Comune ha permesso l’abuso di fertilizzanti che hanno degradato la qualità dell’acqua e distrutto paesaggi preziosi, oltre che specie animali e vegetali un tempo comuni. E la Politica Comune della Pesca, attraverso un incauto scambio di quote di pescato, si è rivelata una minaccia per gli stock ittici e le piccole comunità costiere degli oceani, sopraffatte dalle flotte di pescherecci europei in cerca di mari più pescosi.

“Fiumi, mari e cieli non hanno confini – commenta il segretario generale del WWF Italia, Michele Candotti – Per questo le questioni ambientali devono superare i limiti territoriali ed essere affrontate attraverso un’azione parallela e congiunta in cui l’integrazione politica europea e un serio impegno per l’ambiente siano strettamente complementari.”

Sono cinque i punti fondamentali proposti dal WWF per uno sviluppo sostenibile dell’Europa.

1. Emissioni e tecnologie: ridurre le emissioni di gas serra del 30% entro il 2020 e avviare un intenso programma per il risparmio energetico e lo sviluppo di nuove tecnologie.
2. Risorse e adattamento: proteggere aree come bacini montani d’acqua dolce, terre umide costiere e aree alluvionali fluviali per favorire l’adattamento di specie e società al riscaldamento globale.
3. Proteggere i mari: vietare la pesca intensiva e illegale per garantire la sopravvivenza delle specie minacciate e il valore commerciale della pesca.
4. Aiuti oltreoceano: supportare la lotta alla povertà e la salvaguardia di risorse naturali, come foreste e fonti d’acqua dolce, da parte delle comunità locali nel mondo.
5. Politica Rurale Comune: trasformare la Politica Agricola Comune in una Politica Rurale Comune, che garantisca la vita delle comunità rurali in senso lato e non un mero supporto agricolo.

Oggi le questioni ambientali arrivano con forza sempre maggiore nei centri del potere e della comunicazione mediatica, e sia i politici che il settore pubblico sembrano essersi accorti che non possono più permettersi di sbagliare. Grazie anche al Rapporto Stern del 2006 sui costi dell’inazione rispetto al cambiamento climatico, si sta diffondendo la convinzione che le potenzialità di uno sviluppo competitivo dell’Europa stiano proprio nelle tecnologie verdi e sembra che lo stimolo all’efficienza energetica, la valorizzazione delle energie rinnovabili e il supporto alle nuove tecnologie sostenibili domineranno il dibattito politico negli anni a venire.

“È troppo presto per sapere se questa inversione di tendenza sia genuina –– conclude Candotti - ma i leader europei devono capire che affrontare le questioni ambientali sarà ancora più urgente nei prossimi 50 anni. E l’opinione pubblica sembra largamente pronta a supportarli nei loro sforzi.”

Ufficio stampa WWF Italia

Scrivi un commento

*
To prove that you're not a bot, enter this code
Anti-Spam Image