secchiello ghiaccio

Crisi idrica: in Italia l’acqua non solo si spreca ma quasi si regala

L’agricoltura è il settore che ne consuma più di tutti ma paradossalmente è anche quello che la paga di meno. In media i cittadini italiani, secondo i calcoli di Legambiente, pagano l’acqua 52 centesimi di euro al metro cubo mentre gli stessi mille litri agli agricoltori costano 200 volte meno. E non è tutto perché nella maggior parte dei casi chi la usa in agricoltura non la paga al metro cubo ma attraverso un canone forfetario annuale. Basti pensare che su 190 consorzi di bonifica presenti nel nostro Paese meno di 10 contabilizzano i consumi reali.

E’ evidente dunque che se uno paga la stessa cifra sia che consumi 1 o 100 avrà zero interesse al risparmio. In Italia dunque l’acqua non solo si spreca ma i grandi consumatori la pagano anche poco. La pagano poco gli agricoltori e la paga poco l’azienda delle minerali.

Per esempio lo stesso metro cubo, che a casa paghiamo 52 centesimi di euro, comprato – imbottigliato - al supermercato ci costerebbe ben 516 euro. Mille litri che sgorgano dal nostro rubinetto costano quanto un bicchiere di minerale al bar. L’azienda che la commercializza però acquista l’acqua dalle regioni a tariffe che spesso sono inferiori al centesimo per metro cubo.

Se è vero dunque che per fronteggiare la crisi idrica è necessario ridurre le perdite di rete (che corrispondono a circa il 42% di quella immessa in rete) e gli sprechi, anche ripensando all’efficienza dei sistemi d’irrigazione per l’agricoltura, Legambiente si domanda se non sia anche il caso di rivedere il sistema di tariffazione.

Un giusto prezzo dell’acqua per i vari settori – conclude Legambiente - potrebbe contribuire, insieme a un pacchetto di interventi infrastrutturali, a riequilibrare i consumi e gli sprechi. “In particolare – aggiunge Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente - bisogna avviare un grande programma di risparmio in agricoltura, di cui il primo ad avere interesse è proprio il mondo agricolo che sta pagando prezzi economici altissimi per la siccità e ha tutta la convenienza a un uso intelligente e razionale delle risorse idriche”.

L’ufficio stampa Legambiente

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